Denominazione
Palazzo Reale
Regione
Campania
Distretto produttivo
Ceramica
Indirizzo
Piazza Plebiscito, 1
80132 Napoli
Contatti
081 580 8255
pal-na@cultura.gov.it
L'edificio
"Il Palazzo Reale di Napoli fu fondato come palazzo del re di Spagna Filippo III d’Asburgo nell’anno 1600, per iniziativa del viceré Fernando Ruiz de Castro conte di Lemos e della viceregina Catarina Zuñiga y Sandoval. L’architetto Domenico Fontana progettò una residenza civile di forme tardo rinascimentali con colonne e ornamenti classici in facciata, cortile centrale quadrato con portico a pian terreno e al primo piano loggia interna sui quattro lati.
Quando Napoli nel 1734 divenne capitale di un regno autonomo con Carlo III di Borbone, il Palazzo fu ampliato sul versante del mare, con l’Appartamento del Maggiordomo Maggiore, poi verso il Vesuvio con l’Appartamento per i Reali Principi. Vennero perciò a formarsi altri due cortili, oltre a quello d’onore. Gli interni furono allestiti nel gusto tardo barocco con marmi preziosi e affreschi celebrativi, tra i quali le opere di Francesco De Mura e Domenico Antonio Vaccaro. Le ultime trasformazioni avvennero al tempo di Ferdinando Il Borbone, tra il 1838 e il 1858: dopo un incendio sviluppatosi nelle stanze della Regina Madre, l’architetto Gaetano Genovese fu incaricato di un restauro generale nel gusto neoclassico. Sede dei Principi di Piemonte dopo l’Unità d’Italia, fu ceduto al Demanio dello Stato da Vittorio Emanuele III di Savoia nel 1919 e destinato in gran parte a Biblioteca Nazionale, mentre l’ala più antica sul Cortile d’Onore, ricca di testimonianze storico-artistiche dal Seicento all’Ottocento, fu adibita a Museo dell'Appartamento di Etichetta".
Allestimento e collezione
La scenografia dell’“ingresso a corte” è rappresentata dallo Scalone d’Onore, cui si accede dal Cortile d’Onore del Palazzo, realizzato da Francesco Antonio Picchiatti (1651-66) e poi modificato e decorato da Gaetano Genovese (1838-58). La zona inferiore è decorata con trofei militari e bassorilievi allegorici mentre sulla ricca balaustra di marmo traforato poggiano due lampioni ottocenteschi in ghisa lavorati nella Real Fabbrica di Pietrarsa; al centro, lo stemma dei Savoia. Lo Scalone immette in un luminoso ambulacro, in origine una loggia aperta, ora protetto da vetrate ottocentesche, su cui affacciano stanze e retrostanze dell'Appartamento di Etichetta nonché il Teatro di Corte e la Cappella Reale. Il “Grande Appartamento di Etichetta” voluto da Ferdinando II di Borbone si presenta nella forma museografica di “Appartamento Storico”; al suo interno sono visitabili la maggior parte delle sale più antiche nelle quali si volgevano le funzioni istituzionali e di rappresentanza, splendidamente decorate ed adorne di pitture, statue, arazzi e mobili d'epoca mentre non ci sono giunte le stanze e gli arredi di uso quotidiano (camere da letto, bagni, cucine). L’allestimento corrisponde per lo più alla sistemazione della Reggia in età sabauda, sebbene la parte seicentesca rivesta ancora un ruolo rilevante nella decorazione dei soffitti con affreschi di soggetto storico volti ad esaltare la gloria degli Spagnoli vincitori ed anche le testimonianze artistiche del XVIII e XIX secolo provvedono a documentare l’illustre ruolo della Reggia". (mic)
Sono stati inaugurati recentemente inaugurati nuovi spazi destinati al bookshop del Palazzo Reale di Napoli, situati nella parte terminale del percorso di visita. Uno degli aspetti più significativi dell’intervento è rappresentato dalla valorizzazione degli scavi archeologici, che hanno portato alla luce un pozzo e alcuni camminamenti risalenti al XV e XVI secolo. Tra i reperti rinvenuti, circa 5000 frammenti testimoniano la vita quotidiana a Napoli in epoca vicereale. Un percorso sospeso, realizzato con passerelle in acciaio e vetro, consente ai visitatori di osservare queste tracce del passato, creando un suggestivo dialogo visivo con la storia del Palazzo. In questo quadro, si colloca l'inaugurazione della mostra permanente Le ceramiche dei Viceré. I reperti provenienti dal pozzo di Palazzo Vecchio, che accoglie i visitatori in uno spazio ottocentesco che un tempo dava accesso agli uffici della Tesoreria della Real Casa.
Il museo è inoltre sede dal 2023 del Museo Caruso, dedicato alla figura del tenore Enrico Caruso e del Museo della Fabbrica, che racconta le vicende del palazzo.