Denominazione

Museo Filangieri

Regione

Campania

Distretto produttivo

Ceramica

Museo Filangieri
Indirizzo

Via Duomo, 288
80138 Napoli

Contatti

+39 081 203175
info@museofilangieri.it

Storia
Il Museo Civico Gaetano Filangieri fu fondato nel 1882 da Gaetano Filangieri Principe di Satriano, figlio del generale Carlo Filangieri, un illustre militare, tra i più in vista del Regno Napoletano. Dopo aver trascorso un ventennio in giro per l’Europa, Gaetano Filangieri torna a Napoli fondando il Museo Artistico Industriale ritenuto “la festa del lavoro vivente, produttivo, fecondo, sorgente di lucro all’operaio” e poco dopo il Museo Civico, definito “una festa dell’arte antica” (Luca Manzo). Vi sono esposte circa tremila opere tra dipinti, sculture, armi, porcellane, maioliche, mobili e stoffe, allestite secondo un criterio espositivo tipicamente ottocentesco che teneva in gran conto la relazione tra gli oggetti e i luoghi destinati a contenerli.
Edificio e collezione

ll Museo ha sede nel quattrocentesco Palazzo Como, noto in passato come il “Palazzo che cammina” poiché l’antica facciata del 1880 fu spostata di circa venti metri, al fine di consentire la costruzione dell’attuale via Duomo. In particolare, il Museo dispone di due sale principali: la sala Filangieri, che ospita una serie unica di armi e armature sette-ottocentesche provenienti da Cina, Giappone e Turchia, collezionate da Carlo Filangieri; la Sala Agata, in cui sono presenti opere pittoriche, dal XVI al XIX secolo, di grandi artisti italiani e stranieri come Heckart, Fuger, Luca Giordano, e vetrine contengono una raffinata collezione di porcellane e biscuit di diversa provenienza, da Meissen alla Real Fabbrica di Capodimonte. Per il pavimento della Sala Agata il principe incaricò  il Museo Artistico Industriale di Napoli, affidando la direzione artistica a Filippo Palizzi e la direzione tecnica a Giovanni Tesorone. La biblioteca è dotata di circa ottomila volumi e i suoi spazi sono impreziositi da cimeli di famiglia e busti finemente scolpiti, opera degli artisti Tito Angelini e Nicola Renda.